Un’idea semplice, ma rivoluzionaria: portare sulle tavole delle mense scolastiche prodotti locali, freschi e di alta qualità, sostenendo al tempo stesso l’economia del territorio. Questo il cuore del progetto presentato dall’Unione dei Comuni della Lunigiana a Palazzo Valentini, durante il terzo Summit della Mensa Scolastica organizzato da Foodinsider.it. Un evento prestigioso, patrocinato dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, che ha premiato le realtà italiane più virtuose nel campo della refezione scolastica.
Un circolo virtuoso tra mense e territorio
L’Unione dei Comuni ha delineato una strategia ambiziosa: migliorare la qualità dei pasti serviti agli studenti, incentivare l’agricoltura locale e dare nuova vita ai terreni incolti. Un progetto che va ben oltre l’idea di una semplice ristorazione scolastica: l’obiettivo è costruire un sistema sostenibile, in cui il cibo servito ai ragazzi sia il motore di una rete economica che coinvolge agricoltori, produttori e istituzioni scolastiche.
Un modello di sostenibilità per il futuro
Matteo Mastrini, delegato alla Green Community dell’Ucml, ha sottolineato come l’incontro romano abbia fornito ulteriori strumenti per sviluppare le mense a km 0. Il riconoscimento dell’impegno della Lunigiana nel valorizzare il legame tra mense e territorio è stato un passaggio fondamentale. Ora si guarda avanti: aumentare il numero di produttori coinvolti, incrementare la domanda di materie prime locali e tutelare le eccellenze gastronomiche a rischio di estinzione.
Educazione alimentare e tutela delle tradizioni
Educare i giovani al valore del cibo è un pilastro del progetto. Il presidente dell’Ucml, Gianluigi Giannetti, ha ribadito che la sfida è duplice: garantire pasti nutrienti e genuini agli studenti e, allo stesso tempo, sostenere l’economia locale. Un obiettivo che passa anche attraverso l’educazione alimentare, coinvolgendo scuole e famiglie in un percorso di consapevolezza sulle tradizioni culinarie e sulla sostenibilità.
Un’opportunità per l’intero territorio
La Lunigiana si candida così a diventare un modello per l’intero Paese, dimostrando che una mensa scolastica può essere molto più di un servizio: può diventare un motore di sviluppo economico, un presidio di qualità per i più giovani e un baluardo per la tutela del patrimonio gastronomico locale. Un’idea che sta già facendo scuola.







