Il colosso americano Doordash, leader indiscusso del food delivery negli Stati Uniti, ha finalizzato l’acquisizione di Deliveroo per 2,9 miliardi di sterline. Un’operazione strategica che permetterà all’azienda statunitense di ampliare significativamente la propria presenza in Europa, Italia compresa. Il mercato del delivery continua così il suo processo di consolidamento globale, confermando il trend già avviato con l’acquisizione di Just Eat Takeaway da parte di Prosus
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L’unione fa la forza anche nel delivery: con l’acquisizione di Deliveroo da parte di Doordash nasce un gigante globale della consegna a domicilio. L’operazione da 2,9 miliardi di sterline segna un punto di svolta nel panorama del food delivery internazionale.
Il matrimonio tra i due colossi crea una rete capillare presente in oltre 40 paesi, servendo circa 50 milioni di utenti attivi mensili. Un impero dalla potenza economica impressionante che, secondo i dati relativi al 2024, ha generato un valore lordo degli ordini pari a circa 90 miliardi di dollari.
L’acquisizione arriva in un momento d’oro per Deliveroo, che dopo anni di tentativi è finalmente riuscita a pubblicare un bilancio in attivo. Nel 2024, l’azienda ha registrato oltre 2 miliardi e mezzo di ricavi, con un Ebitda di 130 milioni e un risultato finale positivo per 3 milioni di sterline, confermando la sostenibilità del suo modello di business.
Il panorama del delivery mondiale continua così il suo processo di consolidamento, seguendo la scia dell’acquisizione di Just Eat Takeaway da parte di Prosus avvenuta nei mesi scorsi. Le valutazioni finanziarie delle due operazioni risultano sorprendentemente simili: Doordash ha valutato Deliveroo con un enterprise value pari a 13,4 volte l’Ebitda, mentre Just Eat Takeaway era stata acquisita da Prosus con un multiplo di circa 12,5.
Per i clienti e i partner di Deliveroo non ci saranno cambiamenti immediati. Il brand continuerà a operare con il proprio nome commerciale e manterrà il quartier generale a Londra, proseguendo la sua attività anche in Belgio, Francia, Italia, Irlanda, Kuwait, Qatar, Singapore ed Emirati Arabi. Una strategia che punta a capitalizzare sulla forza dei singoli marchi nei rispettivi mercati, combinando le tecnologie e le risorse dei due player per migliorare ulteriormente il servizio offerto.







