Negli ultimi anni, il settore della ristorazione ha vissuto una trasformazione profonda: l’introduzione dei robot. Quello che un tempo sembrava fantascienza, come un robot che serve ai tavoli o trasporta piatti in autonomia, è oggi una realtà concreta e sempre più diffusa, anche in Italia.
Questa evoluzione tecnologica nasce non solo per rispondere alla cronica difficoltà di reperire personale, soprattutto nei momenti di maggiore affluenza, ma anche per ottimizzare i processi e garantire un servizio più veloce, preciso e affidabile.
L’uso della robotica non serve a sostituire il personale, ma a supportarlo, migliorando i tempi di servizio, la qualità del lavoro e l’esperienza dei clienti. Il futuro sarà sempre più orientato verso un’integrazione uomo-macchina, dove la tecnologia non riduce il valore umano, ma ne esalta le competenze, liberando tempo per attività a maggiore valore aggiunto.
I DATI
Secondo il Cerved Industry Forecast 2024-25, la capacità di innovare sarà un fattore determinante per il successo dei ristoranti. Il report WorldRobotics 2024 registra un +31% nell’impiego di robot nel settore hospitality rispetto all’anno precedente, con una crescita annua stimata del +26% fino al 2028. La robotica applicata alla ristorazione si sta diffondendo rapidamente anche in Italia, seguendo l’esempio di paesi come Cina, Giappone e Stati Uniti.
LA TESTIMONIANZA
Alla Fabbrica in Pedavena di Treviglio, da due mesi sono in servizio quattro robot utilizzati principalmente per supportare lo staff durante i momenti di maggiore affluenza, in particolare la sera, quando è difficile trovare personale sufficiente. I robot si occupano dello sparecchio: trasportano piatti e stoviglie dai tavoli direttamente alla zona di lavaggio, permettendo così ai camerieri di restare in sala e concentrarsi sul servizio ai clienti.
“Inizialmente lo staff era scettico, temendo una sostituzione – spiega il titolare, Santi Mancuso -, ma ha presto cambiato idea vedendo quanto i robot potessero alleggerire il lavoro quotidiano. Dall’altro lato anche i clienti reagiscono con curiosità: osservano, scattano foto e si divertono, nonostante l’interazione sia limitata, poiché il contatto umano resta centrale nel servizio”.
A volte i robot vengono usati anche per servire, ma è sempre il personale a interagire direttamente con i clienti, spiegando i piatti e mantenendo viva l’esperienza. Sui display dei robot vengono proposte grafiche promozionali, come quelle per grigliate e aperitivi, sfruttando anche questa funzione per valorizzare l’offerta del locale.
“Investire nella robotica è una scelta coraggiosa, ma vincente e non bisogna lasciarsi frenare dai pregiudizi. Molti mi dicevano che avrebbe raffreddato l’ambiente, invece oggi tutti si sono ricreduti”, conclude Mancuso.

ROBOOST, I ROBOT SMART DI ALASCOM
I robot utilizzati alla Fabbrica in Pedavena di Treviglio sono parte della famiglia dei Roboost, sviluppata da Alascom, tra le soluzioni tecnologiche più avanzate oggi disponibili in Italia per il settore della ristorazione. Il modello in funzione, Mars, è un robot da sala che unisce intelligenza artificiale, quattro ripiani per il trasporto e uno schermo frontale su cui è possibile gestire promozioni, menù digitali e applicazioni per prenotazioni o pagamenti.
Mars consente di ridurre i tempi di attesa e i costi operativi, migliorando l’efficienza e offrendo al cliente un’esperienza moderna e sorprendente. La linea Roboost nasce dall’esperienza di Alascom nella robotica industriale e nella progettazione di soluzioni integrate, oggi applicata con successo anche al mondo della ristorazione.
In un mercato in rapida evoluzione, l’adozione di robot come quelli di Alascom consente ai ristoratori di restare competitivi, efficientare il lavoro quotidiano e offrire un servizio innovativo, senza perdere il valore del contatto umano.
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