Al CIRFOOD District di Reggio Emilia si è svolto il terzo Summit della Ristorazione Collettiva, evento che ha riunito imprese, enti pubblici e filiera agroalimentare per affrontare la crisi di un settore che serve quasi un miliardo di pasti all’anno in Italia. Nonostante il fatturato di 5 miliardi di euro e oltre 100.000 professionisti impiegati, il settore resta invisibile alle istituzioni, schiacciata tra internalizzazione dei servizi e gare al massimo ribasso
di Massimo L. Andreis
“Da un lato si fa strada la prospettiva dell’internalizzazione del servizio, una tendenza che conduce inevitabilmente alla dequalificazione e all’aumento dei costi. All’estremo opposto, le gare al massimo ribasso continuano a penalizzare qualità e educazione alimentare”. Il presidente di Legacoop Nazionale, Simone Gamberini, ha lanciato l’allarme sui pericoli che minacciano il settore intervenendo al terzo Summit della Ristorazione Collettiva organizzato da CIRFOOD a Reggio Emilia. La via d’uscita? Richiede il “riconoscimento concreto del valore sociale e economico della ristorazione collettiva, un comparto che rischia di collassare sotto il peso di costi insostenibili”. Il pericolo è di cadere in “una crisi sistemica capace di mettere in discussione la continuità stessa di un servizio essenziale per milioni di cittadini”.

La tavola come trampolino di uguaglianza
“Un principio fondamentale che consiste nel dare a tutti le stesse basi di partenza, un trampolino di lancio indispensabile per cimentarsi nella vita secondo le proprie inclinazioni e talenti, non sulla scorta delle disponibilità economiche della famiglia di appartenenza”. Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, ha sottolineato il dovere sociale della ristorazione nel creare uguaglianza a tavola, ribadendo l’impegno a “costruire un percorso condiviso tra produttori e imprese per valorizzare la qualità delle materie prime, garantire il giusto valore economico al pasto e sostenere i piccoli produttori”.

Un presidio di welfare che non esclude nessuno
“Garantire il giusto valore economico a questo servizio significa rafforzare una rete che ogni giorno sostiene famiglie, studenti, lavoratori, anziani e persone fragili”. Michele De Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, ha evidenziato il dovere di non escludere nessuno dalla ristorazione scolastica. “La Regione attribuisce al comparto un ruolo che va ben oltre la funzione nutrizionale: si tratta di un presidio educativo e culturale. Investire in questo settore significa fare prevenzione, perché la salute si costruisce anche a tavola”.

La dieta mediterranea come modello di prevenzione
“Favorire l’empowerment dei cittadini diffondendo i principi della dieta mediterranea, sana e sostenibile, che valorizza l’approccio One Health e rappresenta un vero e proprio modello di prevenzione”. Denise Giacomini, direttore della UOC del Ministero della Salute, ha evidenziato l’importanza della ristorazione collettiva come strumento di educazione alimentare nazionale, capace di trasformare il settore in un potente alleato della salute pubblica.

Gli strumenti normativi per la sostenibilità
“È necessario diffondere la conoscenza di questa norma e favorirne l’applicazione”. L’onorevole Laura Cavandoli ha ricordato che con il correttivo del codice appalti sono state introdotte clausole di revisione straordinarie per adeguare i corrispettivi all’aumento dei costi. Un passo importante reso possibile anche grazie al tavolo tecnico del Ministero delle Infrastrutture, che ha ribadito la necessità di riconoscere al comparto il ruolo fondamentale attraverso politiche pubbliche dedicate.

Modelli virtuosi di collaborazione pubblico-privato
“È necessario intervenire con azioni mirate e studiare nuovi modelli di produzione e consumo responsabile”. Daniele Ara, assessore del Comune di Bologna, ha confermato come la ristorazione collettiva promuova corretti stili di vita ed equità. Un esempio concreto arriva da Modena, dove il sindaco Massimo Mezzetti ha illustrato il Partenariato Pubblico Privato con CIRFOOD per un centro pasti innovativo, modello di collaborazione tra pubblico e privato per garantire servizi di qualità.

Demografia e futuro: i presidi educativi che cambiano
“In questo scenario, mense scolastiche e servizi di ristorazione si confermano presidi educativi e sociali fondamentali, capaci di promuovere abitudini alimentari sane, ridurre le disuguaglianze e favorire la conciliazione vita-lavoro”. La professoressa Alessandra De Rose dell’Università La Sapienza ha presentato il white paper “Evoluzione demografica” elaborato per l’Osservatorio CIRFOOD District. Lo studio evidenzia come la crisi rischi di compromettere un presidio fondamentale in un Paese segnato dal calo demografico, mentre i cambiamenti nella scuola, nel lavoro e la crescente consapevolezza verso sostenibilità e salute ridisegnano i confini del settore.

Dalla speranza all’azione concreta
“Non bisogna perdersi d’animo, perché le cose migliori a volte accadono. Bisogna volerle”. Con questo appello la presidente di CIRFOOD Chiara Nasi ha concluso il Summit. “Serve trasformare le parole in azioni: costruire tavoli di lavoro stabili e dare finalmente il giusto prezzo a un servizio di welfare essenziale”. La presidente ha sottolineato come “lavorando insieme, riconoscendo che la ristorazione collettiva è cura nella sociosanitaria, educazione nella scolastica e benessere nell’aziendale”, sia possibile nutrire il futuro delle prossime generazioni.

Ecco un lungo abstract dell’articolo che pubblicheremo per intero sul prossimo numero cartaceo (e poi disponibile nello Sfoglio online) di Ristorando. Stay tuned!












