Il franchising nella ristorazione italiana registra una crescita straordinaria: 4,3 miliardi di euro (+10% sul 2023), 178 insegne e 5.100 punti vendita. In vista del Salone del Franchising all’Allianz MiCo di Milano che si apre domani e ospiterà oltre 120 brand di un comparto che conta 67.000 punti vendita, 290.000 occupati e quasi il 2% del PIL nazionale, ecco una analisi dei primi 10 operatori del food retail e del loro modello di affiliazione
di M.L.Andreis
Il franchising nella ristorazione italiana continua la sua crescita straordinaria, con un fatturato di 4,3 miliardi di euro (+10% sul 2023) e 178 insegne attive che gestiscono 5.100 punti vendita. Un settore dinamico che si prepara a dare spettacolo dal 2 al 4 ottobre al Salone del Franchising all’Allianz MiCo di Milano, dove Fiera Milano presenta la manifestazione dedicata al mondo dell’affiliazione commerciale con oltre 120 insegne dei più importanti brand. Un comparto in salute che in Italia conta oltre 67.000 punti vendita, dà occupazione a più di 290.000 persone e genera un giro d’affari che rappresenta quasi il 2% del valore aggiunto nazionale.

📊 I modelli a confronto: chi punta sul franchising?
L’analisi dei 10 format leader del mercato rivela strategie di affiliazione profondamente diverse. McDonald’s si conferma il campione del franchising con il 90% dei suoi 780 locali gestiti da affiliati, un modello che dimostra la piena fiducia nel network di licenziatari. Anche KFC abbraccia con convinzione l’affiliazione: l’84% dei suoi 134 ristoranti è in franchising, testimoniando una strategia di espansione basata su partnership solide con operatori strutturati.
Burger King segue con il 63% dei 305 locali gestiti da franchisee, un equilibrio tra controllo diretto e sviluppo territoriale attraverso partner selezionati. Nel segmento tex-mex, Old Wild West si attesta al 38% di locali affiliati sui 266 totali, valorizzando gli imprenditori locali che conoscono il territorio. I Love Poke mantiene una percentuale simile con il 35% dei 150 store affidati ad affiliati, privilegiando multi brand e master franchisee.

🎯 Le strategie emergenti
Alice Pizza dimostra un approccio bilanciato con il 50% dei suoi 223 locali in franchising, utilizzando l’affiliazione trasversalmente su tutti i canali del food retail. Al contrario, Poke House adotta una strategia ultra-selettiva: solo il 10% dei 162 locali è gestito in franchising, puntando su partnership esclusive con gruppi strutturati capaci di aprire almeno 5-10 location e garantire elevati standard operativi.
La Piadineria, leader del fast casual con 493 ristoranti, mantiene oggi solo l’8% in franchising ma ha annunciato la ripartenza dello sviluppo in affiliazione nei prossimi mesi. Una scelta strategica che riflette la maturità raggiunta dal brand e la volontà di accelerare l’espansione. Roadhouse Restaurant e Billy Tacos, invece, mantengono il 100% dei locali a gestione diretta, privilegiando il controllo totale della qualità e dell’esperienza cliente.
Sul numero cartaceo e online (nella sezione dello Sfoglio) di ottobre di Ristorando in uscita, tutti i numeri del mercato e dei big del foodservice, con i loro modelli di affiliazione e le dichiarazioni di Alberto Cogliati, segretario generale di Assofranchising.








