Otto italiani su dieci chiedono leggi che vietino gli alimenti ultra processati nelle mense scolastiche, ritenendo pericolosi quelli ricchi di additivi chimici. Il 91% ritiene fondamentale introdurre educazione alimentare fin dalle elementari, mentre cresce la preoccupazione per obesità infantile e malattie croniche legate al consumo di prodotti industriali
La qualità è una scelta di futuro. L’indagine Coldiretti/Censis evidenzia un orientamento chiaro: la maggioranza degli italiani vorrebbe seguire l’esempio californiano, approvando norme che tutelino la salute dei più piccoli eliminando dalle mense cibi precotti e merendine confezionate. Il dato emerge dal rapporto Mangiare bene, malgrado tutto, presentato al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione.
L’educazione inizia dalla tavola. Il 91% dei cittadini ritiene indispensabile introdurre programmi accessibili di educazione alimentare già dalle scuole elementari. Un’urgenza resa ancora più evidente dal fatto che, per il 62% delle famiglie, le scelte alimentari domestiche sono fortemente condizionate dalle preferenze di figli e nipoti, rendendo necessaria una formazione precoce e strutturata.
Additivi sotto accusa. Quasi l’84% degli italiani considera pericolosi gli alimenti ricchi di additivi chimici. Durante il dibattito sulla guerra nel piatto, un allestimento dimostrativo ha esposto energy drink, snack e piatti precotti su banchi di scuola, sottolineando i rischi che corrono quotidianamente i più giovani. La Fondazione Aletheia associa il consumo sistematico di alimenti processati a obesità infantile e malattie croniche.
Rischi concreti per la salute. Bevande ad alto contenuto di caffeina e zuccheri possono favorire insonnia, ansia e disturbi cardiaci. Merendine industriali e barrette energetiche, cariche di zuccheri raffinati e grassi saturi, contribuiscono a sbalzi glicemici e aumento di peso. Piatti precotti e preconfezionati contengono quantità elevate di sodio, conservanti e additivi che incidono sul rischio di ipertensione e malattie cardiovascolari.
Il ritorno alla tradizione. Coldiretti propone di contrastare questa tendenza riscoprendo cibi genuini della filiera corta: pane e marmellata, latte e frutta, pasta al pomodoro, pollo con patate e il classico ciambellone della nonna. Secondo il segretario generale Vincenzo Gesmundo, i cibi ultra formulati stanno compromettendo il futuro dei ragazzi, mentre il presidente Ettore Prandini sottolinea l’importanza del Manifesto di Udine, che chiede più cibo a chilometro zero nelle mense e programmi di educazione alimentare nelle scuole.








