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Questa è la quinta delle sette tabelle dello studio eccezionale realizzato da Edifis, che analizza e raggruppa gli 89 format del Foodservice Award Italy 2025 per tipologia di offerta. In questa tappa, il confronto tra i brand del segmento Bar, Coffee shop, Pasticcerie e Gelaterie, considerando i dati forniti da ciascun marchio su scontrino medio, numero di addetti e superficie media. Da questi parametri emergono informazioni cruciali sul modello di business, i margini operativi e la scalabilità delle diverse insegne.

L’articolo completo sul prossimo numero di Ristorando cartaceo e sullo Sfoglio online del sito


LA BATTAGLIA DEI MARGINI (BASSI)

I NUMERI CHIAVE

  • Superficie media: < 100 mq (60%), 100-300 mq (40%)
  • Scontrino medio: €2,50-9,60 (media: ~€6,11)
  • Addetti medi: 3-20 persone (variabilità altissima)

COSA CI DICONO I DATI

Questa è la categoria con gli scontrini più bassi dell’intero dataset. E quando lavori con 3-7 euro di scontrino medio, ogni singola variabile operativa diventa critica.

La differenza tra profitto e perdita sta in dettagli apparentemente banali:

  • 30 secondi in più per preparare un cappuccino
  • Uno spreco dell’enne percento sulle materie prime
  • Un punto percentuale in più di turnover del personale

Enilive Café con 570 locali e 2,50 euro di scontrino medio sembra un nonsense economico. Come si sostiene con cifre così basse? La risposta è nel modello integrato: sono bar dentro distributori di benzina, con traffico completamente captive, spazi dati in concessione, costi operativi sussidiati dalla vendita carburante. Difficile replicarlo come modello standalone.

12oz rappresenta l’opposto filosofico:

  • Scontrino medio: €5,00
  • Addetti: 3 persone
  • Spazi minimi
  • Concept: il coffee shop lean portato all’estremo: niente fronzoli, niente personale in eccesso, solo caffetteria contemporanea, coffee to go e miscele curate

LE ANOMALIE INTERESSANTI

Starbucks con 15 addetti in media è sovradimensionato rispetto a qualsiasi standard italiano. Ma Starbucks non vende caffè, vende “terzo luogo” e brand globale. Lo scontrino a 8,50 euro (altissimo per il mercato italiano del caffè) copre quella struttura solo perché il posizionamento premium regge in location specifiche.

Bindi e Cioccolatitaliani con 20 addetti per scontrini da 5 euro sono anomalie spiegabili con volumi straordinari e/o con laboratori di produzione che spiegano il numero di persone impiegate negli store.

La Bottega del Caffè con 3,80 euro di scontrino e 6 addetti rappresenta il bar tradizionale italiano che cerca di scalare mantenendo il modello classico. È difficilissimo: i margini sono risicati, il personale costa, la concorrenza è ovunque.

RAPPORTO SCONTRINO/SUPERFICIE: GENERALMENTE BASSO

€0,05-0,08 per metro quadro. L’eccezione è rappresentata dai micro-format come 12oz che comprimono spazio e personale al minimo.

Ma la verità è che a questi livelli di scontrino medio, sopravvivi solo con traffico pedonale altissimo e costante. La location diventa la variabile dominante.

SCALABILITÀ: MEDIA, CON FORTI ASTERISCHI

Starbucks dimostra che con brand potente e investimenti massicci puoi scalare anche nel caffè, ma a che prezzo?

I coffee shop snelli (12oz e simili) scalano lentamente perché dipendenti da:

  • Baristi qualificati
  • Clientela fidelizzata
  • Posizionamenti location premium

Le gelaterie e pasticcerie (La Yogurteria) hanno margini migliori su prodotto ma stagionalità forte.

In sintesi: puoi crescere, ma non velocemente come nel pokè o nelle piadine. La categoria richiede pazienza, posizionamenti chirurgici e un’attenzione maniacale ai costi operativi.

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