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Nel 2025 quasi la metà dei pagamenti digitali italiani avviene nel settore della ristorazione. L’Osservatorio Consumi Cashless di SumUp rivela comportamenti d’acquisto differenziati tra i capoluoghi di regione, con crescite significative nelle transazioni senza contanti e uno scontrino medio in calo che testimonia una maggiore propensione verso micropagamenti digitali

Il panorama dei pagamenti digitali italiani si tinge sempre più dei colori della ristorazione. Nel 2025, il 47% delle transazioni cashless si concentra nel comparto food&beverage, includendo caffè, bar, ristoranti, food truck, fast food e delivery. Un dato che conferma come l’abitudine al pagamento senza contanti si sia radicata profondamente nelle abitudini quotidiane degli italiani, trasformando il momento del pasto in un driver fondamentale della digitalizzazione dei consumi.

L’Osservatorio Consumi Cashless di SumUp, fintech specializzata in soluzioni innovative per i pagamenti digitali, ha analizzato i comportamenti di spesa in tutti i capoluoghi di regione, mappando un’Italia dalle mille sfaccettature. Aosta predilige il bar per le transazioni digitali, con il 34,2% dei pagamenti cashless totali. Ancona guida la classifica dei caffè e ristoranti con il 31,8%, seguita da Roma al 29,4%. Venezia svetta nei fast food con il 14,9%, mentre Napoli domina negli alimentari con il 19,7%. Trento emerge per cinema e concerti (10%), Trieste per i taxi (13%), e Potenza sorprende con quasi un pagamento digitale su dieci destinato ai parrucchieri.

Nei primi nove mesi del 2025, i pagamenti digitali registrano una crescita del 27,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Parallelamente, lo scontrino medio cashless scende a 31,8 euro, con un calo del 6,9% che segnala una maggiore propensione a pagare con carta anche le piccole spese. Le città più virtuose in questo senso sono Genova (23,3 euro), Bologna (24,4 euro) e Cagliari (27,5 euro), tutte sotto la media nazionale.

“Bar, caffè e ristoranti si confermano i settori trainanti del cashless”, commenta Umberto Zola, Responsabile Online Sales per l’Europa di SumUp. “L’analisi rivela differenze significative tra le città, segno che l’abitudine a pagare con carta è ormai trasversale a tutti i settori, indipendentemente dall’importo o dalla tipologia di servizio acquistato.”

A livello nazionale, i settori con maggiore crescita di pagamenti digitali includono le gioiellerie (+73,4%), i bar (+37%) e l’intrattenimento (+35,8%). Ristoranti (+35,1%) e alimentari (+33,2%) completano il quadro, mentre food truck (+23,9%) e fast food (+20,2%) registrano incrementi significativi. In termini di volume, ristoranti, bar e alimentari rappresentano rispettivamente il 21,3%, il 15,6% e il 12,3% del totale delle transazioni cashless.

La crescita più impressionante si registra a Campobasso con +157,3%, seguita da Ancona (+105%) e Catanzaro (+70,7%). Palermo, L’Aquila, Torino e Cagliari completano la top ten delle città con maggiore incremento di transazioni digitali.

Highlights:

  • Il 47% dei pagamenti digitali italiani si concentra nel settore della ristorazione, includendo bar, caffè, ristoranti, food truck e fast food
  • Lo scontrino medio cashless scende a 31,8 euro (-6,9%), segnalando una maggiore propensione ai micropagamenti digitali anche per piccole spese quotidiane
  • Campobasso registra la crescita più significativa con +157,3% di transazioni cashless, seguita da Ancona (+105%) e Catanzaro (+70,7%)
  • Genova, Bologna e Cagliari presentano gli scontrini medi più bassi (23-27 euro), indicando una cultura del cashless profondamente radicata
  • Le gioiellerie guidano la crescita settoriale con +73,4%, seguite da bar (+37%) e intrattenimento (+35,8%)
  • Aosta predilige i bar (34,2% dei pagamenti), Ancona i ristoranti (31,8%) e Venezia i fast food (14,9%)
  • Ristoranti, bar e alimentari rappresentano rispettivamente il 21,3%, 15,6% e 12,3% del totale delle transazioni cashless nazionali
  • Trento emerge per pagamenti digitali a cinema e concerti (10%), mentre Trieste guida per i taxi (13%)
  • Potenza si distingue con il 9,9% dei pagamenti cashless destinati ai parrucchieri, evidenziando la trasversalità del digitale

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