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Edisu Piemonte offre gratuitamente servizi di residenzialità e mensa agli studenti palestinesi accolti negli atenei piemontesi per l’anno accademico 2025/26. L’iniziativa si inserisce nel progetto Iupals promosso dalla Crui per favorire la formazione internazionale dei giovani dei territori palestinesi. Dal secondo anno accademico, tariffa agevolata riservata ai borsisti

Il diritto allo studio universitario si declina in solidarietà internazionale. Edisu Piemonte, in accordo con la Regione, ha deciso di offrire gratuitamente i servizi di residenzialità e mensa agli studenti palestinesi che frequentano un ateneo piemontese per l’anno accademico 2025/26, nell’ambito del progetto Italian Universities for Palestinian Students (Iupals).

L’iniziativa, promossa dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, nasce dall’esigenza di favorire la possibilità per i giovani residenti nei territori palestinesi di beneficiare di una formazione internazionale, in un momento di drammatica emergenza umanitaria. L’ente regionale per il diritto allo studio ha scelto di rispondere concretamente, garantendo non solo l’accesso agli spazi residenziali ma anche alla ristorazione universitaria.

La gratuità del servizio per il primo anno accademico rappresenta un sostegno fondamentale per permettere agli studenti di avviare il proprio percorso universitario e integrarsi nella comunità studentesca locale, superando le barriere economiche che potrebbero ostacolare l’inclusione. Un gesto che va oltre l’assistenza materiale, configurandosi come investimento nel capitale umano e nella costruzione di ponti culturali.

A partire dall’anno accademico successivo, gli studenti potranno continuare a beneficiare dei servizi accedendovi con la tariffa agevolata prevista per i borsisti di Edisu Piemonte, mantenendo così un supporto significativo pur nella progressiva autonomizzazione del percorso accademico.

L’iniziativa testimonia come la ristorazione universitaria possa diventare strumento di politica sociale e internazionale, trasformando il diritto al cibo in leva di inclusione e opportunità formativa. Un modello di welfare studentesco che guarda oltre i confini nazionali, riconoscendo nell’istruzione universitaria un bene comune da preservare e promuovere anche in contesti di crisi.

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