La tradizione giapponese dell’irori, il focolare domestico attorno cui pescatori e agricoltori condividevano i frutti del lavoro quotidiano, rivive nel nuovo Robata Kan milanese. Il format, nato nel 1950 con l’osteria Kyodo-Shutei Robata di Tomiya Amae e gestito dal 2020 dall’attuale proprietà, porta nel capoluogo lombardo l’esperienza della cottura alla griglia secondo i canoni nipponici.
Il progetto architettonico, curato da Spazio Futuro in collaborazione con Takeda Katsuya Design, ha seguito il general contract completo dalle opere edili agli arredi originali giapponesi: tatami, serramenti scorrevoli in legno per le stanze privé, damigiane di sakè e lampade a sospensione ricreano l’atmosfera conviviale degli izakaya.
La griglia a carboni centrale diventa fulcro attorno cui si sviluppano i posti a sedere, mentre la cucina a vista permette di seguire la preparazione dei piatti. Pavimenti in resina e pareti rivestite con sassolini tipici completano un’ambientazione dalle tonalità soft e luce calda, proiettando gli ospiti nell’essenza della cultura gastronomica giapponese contemporanea.







