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Dal 2026 cambiano le regole sui buoni pasto con esenzione fiscale portata a 10 euro per i voucher elettronici, mentre resta a 5 euro per i cartacei. Una modifica che spinge le aziende verso la digitalizzazione e aumenta il potere d’acquisto dei lavoratori

Il panorama dei buoni pasto si rinnova nel 2026 con modifiche significative ai limiti di esenzione fiscale, introducendo una differenziazione netta tra voucher elettronici e cartacei. Le novità cambieranno la convenienza del benefit sia per le aziende che per i lavoratori, con ripercussioni dirette sul valore nominale del ticket.

L’esenzione per i ticket elettronici si innalza fino a 10 euro, mentre la soglia resta ferma a 5 euro massimo per quelli cartacei, rendendo questi ultimi significativamente meno vantaggiosi. Una scelta che evidentemente punta ad accelerare la transizione digitale nel settore del welfare aziendale, favorendo strumenti più tracciabili e moderni.

Le modalità operative con cui viene garantito il benefit restano invariate. Nei contratti full time il buono pasto è un obbligo che sostituisce la mensa aziendale, mentre nei part time resta opzionale, con la decisione finale affidata alla policy stilata dall’azienda. Restano valide anche le condizioni ordinarie: dal divieto di trasformarli in denaro contante all’utilizzo esclusivo presso gli esercenti convenzionati.

Le aziende che agiranno strategicamente potranno far prevalere i buoni pasto elettronici, garantendo l’esenzione fiscale fino a 10 euro e rendendo più soddisfatti i lavoratori, che vedranno crescere il loro potere d’acquisto. Chi volesse utilizzare i voucher in un’unica soluzione o cumulandoli potrà sempre farlo, rispettando le regole vigenti.

L’innalzamento dei buoni pasto si fonda sul principio dell’importanza dei welfare aziendali e del premio in natura favorito ai dipendenti, che rinunciano almeno in parte a una crescita del salario ma godono di voucher utilizzabili per acquisti alimentari e non solo. Una filosofia che premia la flessibilità e il sostegno concreto alle spese quotidiane dei lavoratori, in un contesto economico sempre più complesso.

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