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Il 10 febbraio 2026 la ristorazione collettiva scolastica ha guadagnato un tassello normativo di rilievo: FIPE-Confcommercio e le parti stipulanti il CCNL del 5 giugno 2024 per i dipendenti da aziende dei settori pubblici esercizi, ristorazione collettiva e commerciale e turismo hanno sottoscritto un accordo in materia di assistenza sanitaria integrativa. Un’intesa costruita attorno alle specificità strutturali di un comparto che, per sua natura, sospende l’attività nei mesi estivi.

Il nodo centrale è il contributo al Fondo Est: 12 euro mensili per dipendente, a carico del datore di lavoro, da versare per 12 mensilità senza soluzione di continuità a favore di tutti i lavoratori assunti a tempo indeterminato, indipendentemente dal tipo di contratto — a tempo pieno, parziale verticale o misto. La continuità del contributo anche durante la pausa estiva risponde a un’esigenza di tutela reale dei lavoratori, che formalmente non prestano servizio ma rimangono legati all’azienda.

Per le sole aziende della ristorazione collettiva scolastica, i lavoratori con contratto a tempo parziale verticale e misto beneficiano di una deroga temporanea: l’aumento del contributo di 3 euro mensili, previsto dall’art. 186 del CCNL a decorrere dal 1° gennaio 2027, è congelato fino al 31 dicembre 2028. Una clausola che riconosce concretamente la natura ciclica del servizio e la minore capacità contributiva delle aziende nei mesi di stop.

L’accordo vede tra i firmatari Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, AGCI-Servizi e le organizzazioni sindacali FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL. Alla sottoscrizione ha aderito, per adesione, anche ANGEM — Associazione Nazionale della Ristorazione Collettiva — che al CCNL aveva già aderito l’8 gennaio 2025. Un accordo tecnico, sì, ma con ricadute concrete su migliaia di lavoratori che ogni giorno alimentano il sistema delle mense scolastiche italiane.

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