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Scontro aperto tra Palazzo d’Accursio e l’Autorità Nazionale Anticorruzione sulla gestione del servizio Ribò. L’Anac ha contestato al Comune di Bologna la mancata suddivisione dell’appalto in lotti, mossa che limiterebbe la partecipazione delle piccole imprese. Tuttavia, l’assessore alla scuola Daniele Ara difende la scelta del bando unico, considerandola l’unica via per garantire standard qualitativi omogenei in tutti i quartieri e tutelare i 200 lavoratori del settore. Che negli anni hanno maturato un know how considerato essenziale per garantire qualità e continuità del servizio. Per il Comune la modalità di appalto adottata ha consentito di assicurare stabilità anche in caso di cambio di gestore, nel rispetto delle regole di concorrenza. Al contrario, la suddivisione in lotti porterebbe a garanzie più deboli sulla continuità e a possibili differenze significative nella qualità dei pasti, creando disparità tra scuole e quartieri.

Dall’opposizione, la consigliera di Fratelli d’Italia, Manuela Zuntini, critica aspramente la giunta, sottolineando come altre grandi città riescano a gestire i lotti senza compromettere il servizio. Mentre Manuela Zuntini rivendica la segnalazione all’autorità, per decifrare il “flop” di adesioni al bando, il Comune valuta una consultazione di mercato. L’obiettivo? Un confronto trasparente per scovare criticità e innovazioni, garantendo massima partecipazione e sostenibilità nel pieno rispetto dell’Articolo 41 della Costituzione. La priorità resta l’interesse pubblico, con l’ente deciso a non frammentare un servizio considerato essenziale per la continuità educativa.

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