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Nel foodservice contemporaneo l’uniforme non è più solo dotazione tecnica: diventa parte integrante dell’esperienza e del posizionamento del locale. È su questo terreno che si muove Giblor’s, ridefinendo il ruolo dell’abbigliamento professionale come elemento di identità, oltre che di performance.

L’azienda costruisce la propria proposta su tre direttrici chiare: ampiezza dell’offerta, qualità dei materiali e attenzione alla vestibilità. Con circa 6.000 referenze designed in Italy, il portafoglio consente di coprire esigenze molto diverse — dalla ristorazione commerciale alla collettiva — garantendo coerenza estetica tra cucina e sala, un tema sempre più rilevante per i format strutturati e multi-location.

Sul piano tecnico, il lavoro del team R&D si concentra su materiali performanti e comfort operativo: tessuti elasticizzati, traspiranti e resistenti ai lavaggi intensivi. Non è un dettaglio. In un contesto di forte pressione sui costi del lavoro e sulla produttività, l’abbigliamento incide direttamente su ergonomia, sicurezza e continuità operativa.

Le linee prodotto raccontano bene questo doppio registro — immagine e funzionalità. La giacca Ascanio (collezione Elegance) punta su pulizia formale e praticità integrata: tasche funzionali, dettagli nascosti, tessuto tecnico come il TENCEL™ elasticizzato. Le proposte Leonardo e Alba (collezione Glamour) intercettano invece i format più esperienziali — locali a tema, ambienti leisure — dove l’estetica diventa parte del servizio. Più orientati alla dinamicità operativa, la giacca Nathan e il grembiule Naxos lavorano su leggerezza, resistenza e adattabilità, rispondendo alle esigenze di brigate snelle e ambienti ad alta intensità.

Il punto non è il singolo capo, ma la logica di sistema: offrire soluzioni coerenti per tutta la brigata, allineando immagine e funzionalità in base al contesto operativo.

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