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Dalla pizza napoletana alle tartas de queso, la ristorazione spagnola reinventa l’eccellenza partendo dai piatti di ogni giorno

In Spagna, il lusso non abita più solo nei ristoranti stellati, ma si nasconde tra le pieghe di una tortilla o nel cornicione di una pizza. La parola d’ordine è gourmetizzazione: trasformare un piatto popolare in un’opera di alta cucina. Un esempio clamoroso è Grosso Napoletano, la catena proclamata migliore al mondo per la pizza artigianale nel 2024. Centrarsi su un piatto e portarlo all’eccellenza è la premessa di questa tendenza di successo, spiega il direttore esecutivo Bruno González.

L’ossessione dei Fratelli Cordobés

Anche il mondo dei dolci è stato travolto da questa ondata. Álex e David Cordobés hanno trasformato la loro ossessione per la tarta de queso in un impero che sforna 40.000 torte al mese tra Madrid e Salamanca. La gourmetizzazione è la punta dell’iceberg di profondi cambiamenti nel settore, che ora vede anche l’ingresso massiccio dell’intelligenza artificiale per ottimizzare costi e sostenibilità, come suggerito da Erich Eichtetter del Basque Culinary Center.

IA e i gusti della Gen Z

Mentre l’IA aiuta i cuochi a calcolare il costo reale dei piatti (lo scandallo), in sala il contatto umano resta insostituibile. I robot cameriere sono un miraggio che non convince, mentre i gusti della Generazione Z impongono nuove regole: meno alcol e più bevande “NoLo”. La ristorazione spagnola, che vale il 4,8% del PIL, si adatta con menu flessibili e prezzi dinamici, dimostrando che l’innovazione è soprattutto un miglioramento dei processi quotidiani.

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