Nell’immenso mercato dei buoni pasto per la pubblica amministrazione, dove le gare si giocano su decimali di punteggio e la concorrenza è strutturata e agguerrita, vincere con il miglior progetto tecnico non è scontato. Pellegrini — colosso della ristorazione milanese guidato da Valentina Pellegrini — ci è riuscita, aggiudicandosi il primo posto nella gara Consip “Bp11” per i buoni pasto destinati alla pubblica amministrazione, con un valore complessivo di 600 milioni di euro in due anni: il massimo consentito dal regolamento.
Non si tratta di una vittoria ottenuta per inerzia o per solidità di brand. Valentina Pellegrini, che ricopre le cariche di Presidente e Amministratore Delegato, ha descritto il risultato come la sintesi di un impegnativo lavoro collettivo: un team che ha saputo leggere con precisione le esigenze del bando, tradurle in soluzioni concrete e presentarle in modo convincente a una commissione esaminatrice dalla quale non si passa facilmente. Il progetto tecnico di Pellegrini è risultato il migliore tra tutti i concorrenti, premiato per una serie di innovazioni che ridisegnano l’esperienza d’uso del buono pasto in ottica digitale e di flessibilità.
Sul piano delle soluzioni proposte, spiccano il miglioramento della user experience dei servizi digitali — uno snodo cruciale in un’epoca in cui anche i dipendenti pubblici si aspettano interfacce fluide e intuitive — la possibilità di utilizzare la card come prepagata, e un lavoro sistematico di ampliamento e rafforzamento della rete di esercenti convenzionati attraverso una relazione attiva con i gestori di terminali. Quest’ultimo aspetto è spesso sottovalutato nel dibattito pubblico sui buoni pasto, ma è in realtà determinante: un buono pasto vale quanto la rete di locali che lo accetta, e costruire quella rete richiede investimento relazionale e reputazione nel territorio.
Ciò che rende però questo successo particolarmente significativo è la dimensione extratecnica della valutazione. Consip ha premiato Pellegrini anche per le attività che l’azienda conduce in favore delle comunità in cui opera — un segnale che la pubblica amministrazione sta includendo sempre più criteri di responsabilità sociale ed economica nelle proprie gare. Due iniziative in particolare hanno contribuito al punteggio finale: il Buono Pasto Amici del Pellegrino, sviluppato in occasione del Giubileo 2025 con l’obiettivo di offrire ai pellegrini in visita a Roma un’accoglienza dignitosa e accessibile; e la Fondazione Ernesto Pellegrini onlus, attiva da oltre dieci anni a Milano nel contrasto alle nuove povertà, con il proprio fiore all’occhiello rappresentato dal ristorante solidale Ruben, fortemente voluto dal fondatore del Gruppo, il Cavalier Ernesto Pellegrini, di recente scomparso.
Ruben non è un progetto simbolico: è un luogo di ristorazione reale, che ogni giorno serve pasti a persone in condizioni di marginalità economica, con la stessa dignità che si riserva a qualsiasi ospite. Un’operazione che racconta molto dell’identità profonda di Pellegrini — un’azienda che non ha mai separato il proprio modello di business dalla propria funzione sociale. E che ora porta questa identità anche dentro una gara d’appalto pubblica, trasformandola in un vantaggio competitivo riconosciuto. Nel settore del welfare aziendale, dove la gara si vince spesso sui numeri, questa volta ha pesato anche la qualità delle persone.








