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Mangiare fuori piace sempre di più agli italiani: la spesa per i consumi fuori casa è cresciuta del 10,9% rispetto al periodo pre-Covid. Lo street food spopola, e la convivialità a tavola non ha prezzo

In un mondo sempre più digitale, dove le relazioni si costruiscono online e le riunioni avvengono in videochiamata, resiste — anzi si rafforza — il piacere tutto umano di sedersi a tavola con gli amici. Mangiare fuori in compagnia è diventato un rito sociale irrinunciabile per milioni di italiani, e i numeri lo confermano: la spesa per consumi fuori casa è cresciuta del 10,9% rispetto al periodo pre-Covid, complice anche l’aumento dei prezzi delle materie prime.

Non solo cene: anche colazioni e pranzi fuori sono più frequenti, e lo street food conquista quote crescenti di consumatori. Il 46,6% degli italiani frequenta locali di street food almeno una volta al mese, con una prevalenza di uomini e giovani del Nord-Ovest e del Sud Italia. Il 30,6% pratica invece il brunch, in prevalenza Gen Z e Millennials del Sud. Trovare un tavolo dal venerdì alla domenica nelle grandi città è diventata una sfida: i ristoranti di qualità sono sempre più affollati.

In Europa, a spendere di più al ristorante sono gli irlandesi e gli spagnoli, seguiti da maltesi, greci e austriaci. L’Italia si colloca all’ottavo posto, davanti agli inglesi. In fondo alla classifica europea troviamo lituani, polacchi e rumeni, mentre i tedeschi si attestano al 4,3% della spesa per ristorazione, ben al di sotto della media europea del 7%. Nelle grandi città italiane come Roma, Milano, Firenze e Venezia la spesa media per un pasto in un ristorante di buon livello è di circa 35 euro a testa, mentre al Sud, tra Palermo, Napoli e Bari, si scende a 30-45 euro a coppia.

La ristorazione continua dunque a crescere come settore economico e come dimensione culturale. Stare a tavola, guardarsi negli occhi tra una portata e l’altra, è un valore che nessuna app o schermata potrà mai sostituire.

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