A Napoli Capodichino due inaugurazioni ravvicinate trasformano l’aeroporto in un palcoscenico del gusto campano: lo store Fattorie Garofalo e il rinnovato format Jamme raccontano (e portano) la filiera bufalina al mondo
di M.L.Andreis
C’è un momento, nel flusso caotico di un aeroporto, in cui l’odore di qualcosa di buono riesce a fermare il tempo. A Napoli — dove la bellezza ha sempre saputo imporsi anche nei luoghi più improbabili — questo momento arriva adesso con nuova intensità all’Aeroporto Internazionale di Napoli Capodichino. Due tagli nastro ravvicinati, realizzate in stretta collaborazione con GESAC, la società di gestione dello scalo, hanno trasformato l’hub partenopeo in qualcosa di più di un semplice luogo di transito: una vetrina internazionale della cultura gastronomica campana, un racconto identitario che parte dalla bufala e arriva al mondo intero.
Il protagonista è Fattorie Garofalo, big nel settore lattiero-caseario bufalino con sede a Capua, che nel giro di poche settimane ha rinnovato il proprio flagship store a insegna Fattorie Garofalo all’interno e lo storico locale Jamme (già I’AMME), un format che porta l’anima più autentica dello street food napoletano nei luoghi del viaggio.
Il gruppo Fattorie Garofalo è oggi una realtà di scala mondiale: alleva 12.700 bufale, produce ogni anno 16.000 tonnellate di latte nelle proprie fattorie, lavora 40 milioni di litri e realizza 9.700 tonnellate di prodotti caseari, esportando in oltre 40 Paesi. Una filiera completa che va dai foraggi alla mozzarella, presidiata da sette aziende agricole nell’area DOP, due stabilimenti produttivi e 13 punti vendita diretti in aeroporti, stazioni ferroviarie e principali centri commerciali italiani. Capodichino è la testa di ponte di questa strategia: il luogo dove ogni anno milioni di passeggeri di tutto il mondo incontrano per la prima volta, o ritrovano con nostalgia, il sapore della Mozzarella di Bufala Campana DOP.

La bottega rinnovata: la filiera in un’occhiata (e in un morso)
Immaginate una vecchia bottega di campagna campana, quelle dove il tempo scorreva lento come la lavorazione del caciocavallo e il bancone era sempre pieno di meraviglie. Poi immaginate quella stessa bottega reinterpretata in chiave contemporanea, con il linguaggio del retail moderno, dentro uno dei terminal aeroportuali più movimentati del Mediterraneo. È esattamente quello che Fattorie Garofalo ha realizzato con il rinnovamento del proprio flagship store a Capodichino: uno spazio accogliente e riconoscibile, pensato per i viaggiatori di ogni latitudine, dove la campagna campana entra dentro i gate e racconta sé stessa con orgoglio.
Il concept si ispira all’immaginario dell’azienda agricola: preparazioni a vista, salumi affettati al momento, un’esposizione che valorizza la Mozzarella di Bufala Campana DOP e le diverse specialità della gamma. Al centro dello store, una finestra digitale trasmette in tempo reale immagini dagli allevamenti di bufale di Fattorie Garofalo: una scelta simbolica e narrativa che porta il passeggero — anche solo per pochi secondi, tra un imbarco e l’altro — nel cuore della filiera agroalimentare, collegando idealmente il luogo di produzione con quello di consumo. Trasparenza assoluta, quasi un atto di fede verso il cliente: guardate come nascono le cose belle.
I numeri parlano chiaro: circa il 60-65% del fatturato dello store proviene dall’acquisto di prodotti da portare a casa, il cosiddetto souvenir alimentare. Lo conferma Ugo Anglisani, Retail Marketing Manager di Fattorie Garofalo: “Se valutiamo lo scontrino per importo, saliamo chiaramente. Diciamo che un 60, 65% è souvenir alimentare: mozzarella, salumi, formaggi”. Una dinamica che trasforma ogni partenza in un piccolo atto d’amore verso la Campania: la mozzarella di bufala che letteralmente vola verso i quattro angoli del globo.

Il rifacimento degli spazi interni si è accompagnato a un importante intervento di riqualificazione dell’area esterna situata nella principale rotonda di accesso allo scalo. Qui, un luogo di puro passaggio è stato trasformato in una piccola oasi di accoglienza e racconto: una grande parete scenografica, elementi verdi, installazioni simboliche e arredi urbani creano un ambiente capace di accompagnare l’arrivo e la partenza dei viaggiatori. La parete è verniciata con tecnologia Airlite, che contribuisce alla purificazione dell’aria — un gesto concreto, discreto ma eloquente, di attenzione ambientale in uno spazio urbano ad alta densità di traffico.
Jamme: andiamo! Quando lo streetfood napoletano prende il volo
C’è una parola napoletana che racchiude tutta la filosofia della città: jamme, andiamo. Non è solo un invito al movimento, è un temperamento, una disposizione dello spirito che mette insieme urgenza e convivialità, velocità e calore umano. È questa parola — così densa di Napoli come un caffè ristretto al banco del bar di San Gregorio Armeno — che Fattorie Garofalo ha dato allo storico format street food dell’aerostazione partenopea, rinnovato e ribrandizzato poche settimane dopo il rinnovo del flagship store FG. Una scelta che non è solo di marketing: è una dichiarazione d’identità.
Jamme è un’immersione visiva e sensoriale nella città della Ninfa. Come ha descritto Alfio Schiatti, Chief Commercial Officer: “L’obiettivo principale era migliorare ancora di più quello che era già un concept di successo. Con l’esperienza siamo riusciti a sviluppare qualcosa di ancora più interessante: aumentare lo spazio di vendita, avere una sala dedicata, una terrazza per chi ha bisogno di un momento di relax, di essere servito, senza snaturare quello che era prima il concetto di successo. Un posto accogliente dove ritrovare tutta la bontà della cucina napoletana in modo friendly, simpatico, caldo — mantenendo quello spirito ed evolvendolo verso un livello superiore”. L’architettura dello spazio richiama l’atmosfera delle strade e delle piazze di Napoli attraverso elementi iconici: il basolato che evoca il lungomare, il legno e il ferro battuto delle botteghe artigiane, le maioliche colorate e i dettagli grafici della tradizione popolare. Archi e porticati ricordano i tipici scorci urbani partenopei, creando un ambiente caldo, conviviale e immediatamente riconoscibile. La palette cromatica si ispira ai colori simbolo della città: il Blu Cielo, il Rosso Pompeiano, il Giallo Napoli — una tavolozza che è già di per sé un biglietto da visita, una cartolina mandata al mondo dal cuore del Mezzogiorno.

L’offerta è pensata per accompagnare il cliente dalla prima colazione della mattina fino ai momenti più informali della giornata, in un format che unisce caffetteria, bakery e cucina veloce in una proposta all day long. Il profumo del caffè appena fatto, la fragranza della pizza a portafoglio, la golosità ricca e appagante della rosticceria napoletana — pollo, paste cresciute, frittatine di pasta — fino alla delicatezza dei dolci della tradizione: sfogliatelle, babà, struffoli nelle stagioni giuste. E al centro di tutto, assoluta protagonista di ogni preparazione, la Mozzarella di Bufala Campana DOP e il Latte di Bufala di Fattorie Garofalo, capaci di esaltare ogni proposta con la loro autenticità.
La struttura ospita 40 posti a sedere nell’area tavolo servita — la nuova Terrazza con affaccio virtuale sul Golfo di Napoli — ai quali si sommano circa 60 posti nell’area self service, per un totale che supera i 100 coperti. A rotazione, lavorano nello spazio circa una quarantina di persone, compresi gli stagionali: un piccolo esercito di ambasciatori del gusto campano, tutti ben visibili grazie a una distribuzione degli spazi che privilegia la dimensione scenografica e la trasparenza delle lavorazioni.

Fiore all’occhiello del format è il laboratorio a vista dedicato alla lavorazione della Mozzarella di Bufala Campana DOP: i passeggeri possono assistere dal vivo alle fasi di produzione, trasformando l’attesa aeroportuale in un momento esperienziale e coinvolgente. Uno show che racconta la filiera con la stessa efficacia di un documentario, ma con qualcosa in più: il profumo, il calore, la gestualità antica delle mani del casaro. Come assistere a un concerto di musica tradizionale napoletana al Conservatorio di San Pietro a Majella: non lo dimentichi più.



A dare voce alla visione aziendale è direttamente Raffaele Garofalo, CEO dell’azienda di famiglia: “La nostra presenza all’Aeroporto Internazionale di Napoli rappresenta molto più di un punto vendita: è una vetrina internazionale attraverso cui raccontare la qualità della Mozzarella di Bufala Campana DOP e la cultura gastronomica del nostro territorio. Il rinnovo dei nostri spazi a Capodichino e la riqualificazione dell’area esterna testimoniano la volontà di investire in progetti che uniscono accoglienza, sostenibilità e valorizzazione della filiera. Insieme a GESAC stiamo costruendo un percorso che rafforza il legame tra lo scalo e il territorio”.


Il doppio taglio del nastro con Raffaele Garofalo (primo da sinistra in prima fila, foto di sin)
La strategia degli hub: qualità dei contatti, non solo quantità
In un mercato dove tutti vogliono essere ovunque, Fattorie Garofalo ha scelto una strategia opposta: pochi punti vendita, nei posti giusti, con la massima qualità dell’esperienza. Come il Golfo di Napoli che non ha bisogno di farsi pubblicità — basta vederlo una volta per capire — anche il marchio campano doc punta a parlare da solo, scegliendo con cura i luoghi dove presentarsi al mondo.
Schiatti ha chiarito con nettezza la filosofia che guida questa espansione: “Vogliamo avere punti vendita specializzati per riuscire a comunicare ai nostri consumatori i nostri valori: la sostenibilità, il controllo totale della filiera, direttamente dai foraggi fino alla mozzarella. Quando il cliente vede Fattorie Garofalo, deve pensare subito alla mozzarella di bufala campana e alla filiera controllata”. Un’associazione mentale netta, immediata, inequivocabile — come il profilo del Vesuvio che non lascia dubbi su dove ci si trova.



La rete attuale conta 13 punti vendita di vario genere. Come ha dettagliato Ugo Anglisani, il format Fattorie Garofalo è presente nelle principali stazioni e aeroporti: Napoli (stazione e Capodichino), Milano (Malpensa e Bergamo Orio al Serio), Roma Fiumicino — che sarà oggetto di restyling a brevissimo — e Torino Caselle. A Genova, in centro commerciale, c’è un format con concept di ristorazione e pizzeria.
Per quanto riguarda l’apertura di punti vendita su strada, Schiatti ha precisato che l’azienda non ha fretta: prima viene la location giusta, poi il business. Gli aeroporti e le stazioni rimangono la priorità assoluta, proprio per l’elevato numero di contatti — ma soprattutto per la qualità di quei contatti: viaggiatori curiosi, spesso internazionali, predisposti alla scoperta e disposti a spendere per qualcosa di autentico. Se dovesse aprirsi un’opportunità interessante su strada, Napoli sarebbe naturalmente la prima città da considerare.
Verso il mondo: la bufala DOP come passaporto globale
Napoli ha sempre saputo conquistare il mondo con la forza gentile della sua cultura: la pizza, il caffè, il mandolino, e poi la mozzarella — quel bianco assoluto che è quasi una metafora della purezza in mezzo al caos glorioso della città. Oggi Fattorie Garofalo porta avanti questa missione di rappresentanza con metodo industriale e visione internazionale, usando gli hub del travel retail come leva per un salto di scala che guarda ben oltre i confini nazionali.

Schiatti ha confermato che la proiezione internazionale è un obiettivo concreto e non lontano: “Siamo assolutamente aperti all’estero. Stiamo valutando e abbiamo accordi ormai in via di conclusione con partner importanti. Per andare all’estero bisogna andare con i bravi e con i forti: questa è la nostra idea”. La sfida logistica esiste — gestire la filiera di un prodotto fresco come la mozzarella di bufala su scala globale non è cosa da poco — ma la direzione è tracciata. L’accordo in via di definizione, a quanto lascia intendere il manager, riguarda uno degli operatori più grandi del travel retail mondiale.
In questo scenario, la doppia inaugurazione di Capodichino assume un valore che va oltre il locale. Jamme e il rinnovato flagship store Fattorie Garofalo non sono soltanto due punti vendita: sono un laboratorio, un prototipo, un manifesto di quello che il brand vuole essere nel mondo.













