Dopo la gara andata deserta e la bocciatura dell’ANAC, il Comune di Bologna rilancia l’appalto per la refezione scolastica con una novità strutturale: la suddivisione in lotti funzionali. Camst gestisce la proroga in corso. L’appalto coprirà tre anni scolastici, fino ad agosto 2029, con possibile rinnovo biennale
Palazzo d’Accursio ci riprova. Dopo una gara d’appalto andata deserta e la sonora bocciatura dell’ANAC, il Comune di Bologna ha approvato la delibera che autorizza la spesa per l’avvio di una nuova procedura di affidamento del servizio di refezione scolastica per le scuole dell’infanzia, le primarie e le secondarie di primo grado. Durata prevista: tre anni scolastici, da settembre 2026 fino ad agosto 2029, con possibilità di rinnovo biennale.
La storia è nota. A luglio 2025 il bando era andato deserto a causa di un aumento della base d’asta del 18% — da 77 a quasi 105 milioni di euro — che aveva scoraggiato tutti i partecipanti, compreso l’uscente Camst, cui è stata concessa una proroga annuale da 19 milioni. Nel mezzo si era inserita l’ANAC, che a dicembre aveva bocciato la procedura precedente perché violava il Codice degli appalti e il favor partecipationis: la scelta di non suddividere l’appalto in lotti funzionali escludeva di fatto le PMI, in contrasto con l’articolo 41 della Costituzione. L’Autorità aveva inoltre criticato l’obbligo di trasferimento del ramo d’azienda privato dall’affidatario uscente al nuovo aggiudicatario.
A innescare l’intervento dell’ANAC era stata una segnalazione della consigliera comunale di Fratelli d’Italia Manuela Zuntini. Ora la giunta prova a voltare pagina: ha avviato una consultazione preventiva di mercato e terrà conto delle indicazioni dell’Autorità, proponendo la suddivisione in lotti e l’affidamento in gestione dei tre centri di produzione pasti attrezzati. Il Comune procederà anche all’acquisto delle attrezzature presenti nei centri, per metterle a disposizione degli aggiudicatari. Ulteriori dettagli arriveranno solo con la pubblicazione dell’avviso di gara, per garantire parità di condizioni e massima trasparenza.








