Il costo medio del pranzo nelle mense primarie italiane è 5,46 euro netto IVA, con forti divari geografici: dal record della Valle d’Aosta ai minimi della Campania. ANAC avvia la consultazione pubblica per definire il primo prezzo di riferimento nazionale
L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha pubblicato un documento tecnico che fotografa con precisione il comparto della ristorazione scolastica italiana: il prezzo medio del pranzo nelle scuole primarie si attesta a 5,46 euro al netto dell’IVA, con differenze marcate tra Nord e Sud. Il dato emerge dall’analisi di 765 contratti raccolti nel corso di una rilevazione svolta nel 2025, che ha coinvolto circa 1.500 stazioni appaltanti per un valore economico complessivo di circa 1,4 miliardi di euro.
Nord-Est in testa, Campania fanalino di coda
I valori più alti si registrano nel Nord-Est (5,86 euro) e nel Nord-Ovest (5,68 euro), mentre il Sud e le Isole si fermano a 4,96 euro. Le punte estreme del campione vedono la Valle d’Aosta a 8,66 euro e il Trentino-Alto Adige a 7,76 euro, mentre la Campania registra il minimo nazionale con 4,03 euro, seguita dalla Calabria a 4,44 euro. Differenze che riflettono disomogeneità strutturali profonde nel tessuto economico e logistico del Paese.
Fresco-caldo, qualità e sostenibilità
Il sistema fresco-caldo — pasti preparati poco prima della distribuzione e mantenuti in temperatura — domina oltre il 94% dei contratti analizzati. La distribuzione avviene quasi sempre in refettori scolastici con servizio al tavolo, e la modalità multiporzione con scodellamento è presente nel 90% dei casi. In quasi la metà dei contratti si richiede il miglioramento dei Criteri Ambientali Minimi, mentre nell’84,4% dei casi sono previsti prodotti certificati o a km zero, di filiera corta o da agricoltura sociale.
La durata media dei contratti è di circa 34 mesi, con punte superiori ai 39 mesi nel Centro-Nord. Il futuro prezzo di riferimento ANAC avrà valore vincolante come tetto massimo di aggiudicazione: un’innovazione destinata a incidere profondamente sulle future gare pubbliche. La consultazione è aperta fino al 15 giugno 2026.








