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133.188 ore di formazione (+8%), 2,3 milioni di euro per il welfare, 14.655 kg di alimenti donati e un balzo del 41,6% nell’energia rinnovabile autoprodotta: il Bilancio di Sostenibilità 2025 di CIRFOOD racconta un modello d’impresa in cui le dimensioni sociale, ambientale ed economica si rafforzano a vicenda

CIRFOOD – impresa cooperativa leader nella ristorazione collettiva, commerciale e nei servizi di welfare – ha presentato il Bilancio di Sostenibilità 2025, che rendiconta azioni e risultati lungo le tre dimensioni ESG, in coerenza con il Piano di Sostenibilità e con la visione Feed the Future. Il documento fotografa un’evoluzione continua verso un approccio integrato alla sostenibilità, in cui investimenti su persone, innovazione dei processi, sicurezza alimentare ed economia circolare concorrono alla creazione di valore condiviso.

“La sostenibilità per CIRFOOD non è un insieme di iniziative isolate, ma un sistema integrato che attraversa ogni dimensione del nostro fare impresa. Nel 2025 abbiamo rafforzato il nostro impegno a favore delle nostre persone, dell’efficienza dei processi, della riduzione dell’impatto e della sicurezza alimentare, confermando la sostenibilità come principio guida delle nostre decisioni strategiche”, dichiara Maria Elena Manzini, CSR Manager CIRFOOD.

Formazione e welfare: la centralità delle persone

Nel 2025 l’impresa ha investito oltre 1,5 milioni di euro in formazione (+11% di risorse sul 2024), erogando circa 133.188 ore complessive, in crescita dell’8%: percorsi tecnico-specialistici, manageriali e aggiornamento continuo, con modalità on the job, job shadowing e training esperienziale. Il piano di welfare “NOIxNOI” ha mobilitato oltre 2 milioni di euro su conciliazione vita-lavoro, salute e benessere, sostegno al reddito e servizi dedicati, in un approccio che integra formazione, sistemi di valutazione e remunerazione equa.

Filiera responsabile e valore condiviso

La dimensione sociale passa dalla filiera: nel 2025 CIRFOOD ha collaborato con oltre 900 fornitori, circa 350 dei quali valutati secondo criteri sociali, rafforzando l’integrazione dei parametri ESG negli approvvigionamenti. Centrale il recupero alimentare: grazie alle collaborazioni con Regusto, Banco Alimentare e Caritas, sono stati donati 14.655 kg di alimenti, equivalenti a 29.311 pasti, con un impatto potenziale evitato di 73.169 kg di CO2eq a beneficio delle comunità locali.

Ambiente: rinnovabili ed economia circolare

Sul fronte ambientale spicca il +41,6% di energia elettrica rinnovabile autoprodotta da fotovoltaico e pannelli solari, cui si aggiunge un +17% di energia acquistata da fonti rinnovabili. Prosegue la collaborazione con il Gruppo HERA per il recupero degli scarti organici e degli oli esausti delle cucine: nel 2025 sono state gestite 48,9 tonnellate di oli esausti, trasformati in biocarburanti e biometano. E con Too Good To Go sono circa 84.000 i pasti salvati dallo spreco dall’avvio della partnership nel 2020.

Sicurezza alimentare: 22.806 analisi

Pilastro del modello operativo resta la sicurezza alimentare: nel 2025 sono state effettuate 22.806 analisi di autocontrollo, con una conformità di circa il 98%, mentre il sistema di risk assessment delle materie prime presidia in via preventiva i rischi microbiologici, chimici, fisici e di frode alimentare. Numeri che confermano la solidità di un’impresa da circa 12.000 persone, presente in 18 regioni e 75 province d’Italia, oltre che in Olanda e Belgio.

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