Il primo locale della catena fuori da un centro commerciale aprirà entro poche settimane nel centro storico del capoluogo piemontese. Dopo i debutti al Fiordaliso di Rozzano e al RomaEst, il format prova a reggere anche lontano dai flussi dei mall, in uno dei crocevia dell’enogastronomia cittadina
.
Piazza Carlina, all’angolo con via Santa Croce, è da tempo uno dei crocevia dell’enogastronomia torinese, tra enoteche, boulangerie, gelaterie e cocktail bar che si contendono i tavolini all’aperto. Alla lista sta per aggiungersi JB Burger, la catena di smash burger firmata da Joe Bastianich, che il 25 agosto ha svelato le prime immagini del locale con apertura prevista entro poche settimane, anche se una data ufficiale non è ancora stata comunicata.
Nel video pubblicato sui propri canali social l’imprenditore ha definito la location tra le migliori a disposizione del marchio, sottolineando il legame personale con la città e chiedendo scherzosamente ai follower torinesi di tenergli da parte un bicchiere di Barolo per il giorno dell’inaugurazione. Un rapporto che affonda le radici ben prima di questo progetto: è al Lingotto che nacque Eataly, il format che Bastianich ha contribuito a esportare nel mondo insieme al fondatore Oscar Farinetti.
Fuori dai mall, per la prima volta
Il nuovo ristorante segna un passaggio significativo nella strategia di espansione: è infatti il primo punto vendita in un contesto urbano vero e proprio. La catena aveva debuttato il 4 aprile al centro commerciale Fiordaliso di Rozzano, per poi arrivare il 23 luglio al RomaEst con uno spazio più ampio. Con Torino il marchio prova a dimostrare di saper camminare anche senza le stampelle dei flussi generati dai mall. Il progetto nasce dalla collaborazione con Bun Burgers, catena entrata nel portfolio di Gioia Group, con Bastianich impegnato in prima persona su identità culinaria, materie prime e posizionamento.
La tecnica della polpetta schiacciata
Al centro della proposta c’è la pressione della polpetta, tra i novanta e i cento grammi, schiacciata con una spatola su piastra rovente per innescare rapidamente la reazione di Maillard e ottenere una crosticina croccante con l’interno morbido: da qui l’uso di due o tre polpette per panino. Il menu replica l’impostazione degli altri locali italiani, con due burger signature — tra cui il New York Cheeseburger con cipolla, cetriolo e cheddar — e una proposta stagionale, oltre ad alternative vegetariane e plant based e a un’opzione di pane senza glutine. I prezzi restano nella fascia fast casual: dai 10-12 euro per un hamburger singolo fino a 15-18 con contorno e bevanda.
C’è infine un dettaglio che rende la scelta della location gustosa per chi conosce la storia gastronomica cittadina: proprio in quell’angolo, nel 1927, una famiglia toscana trasferitasi a Torino rilevò una fiaschetteria per aprirvi l’osteria Il Gatto Nero, destinata a diventare, dopo il trasferimento in corso Turati, uno dei ristoranti più blasonati della città. Quasi cent’anni dopo, sullo stesso spigolo, la tradizione d’autore incontra lo smash burger a stelle e strisce.








