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Il bistrot fondato da Mythila Shilke e Ilze Sire affianca alla sede del Certosa District uno spazio più contenuto in via Galvano Fiamma, zona Risorgimento. Invariata l’impostazione gastronomica: stagionalità, ingredienti locali e contaminazioni internazionali

June Collective ha aperto una seconda sede a Milano, in via Galvano Fiamma 37, in zona Risorgimento. Lo spazio si affianca al locale originario, attivo dal 2023 all’interno del cortile della Forgiatura, nel Certosa District, e presenta una superficie inferiore a quella della prima sede, compensata da una collocazione più centrale e da una vocazione dichiaratamente urbana.

I profili delle fondatrici

Il progetto nasce dall’incontro fra Mythila Shilke, chef di origine indiana con esperienze in cucine internazionali fra cui Noma, Hiša Franko, Gaggan, COI e Octavia, e Ilze Sire, lettone, con un percorso professionale distribuito fra hospitality, moda e comunicazione a Vancouver, Londra e Copenhagen. Le due si sono conosciute a Milano lavorando da Loste Cafè e hanno costruito un format orientato alla stagionalità, alle influenze globali e a una dimensione di comunità, dichiaratamente privo di riferimenti territoriali definiti.

La scelta della prima localizzazione

L’apertura del 2023 nel Certosa District aveva rappresentato una scommessa localizzativa: l’area, di matrice post industriale, era all’inizio di un processo di riconversione destinato a farne uno dei nuovi poli creativi della città. Il bistrot vi ha trovato uno spazio luminoso ed essenziale, distante dalle direttrici commerciali principali ma capace di attrarre una clientela disposta a considerarlo una destinazione gastronomica.

Le ragioni del secondo indirizzo

Sire ha motivato la nuova apertura con l’esigenza di intercettare un bacino più dinamico e internazionale, coerente con l’impostazione originaria del progetto. La sede di Certosa, ha precisato, resta funzionale ma sconta una minore accessibilità e attrae prevalentemente clientela già acquisita e residenti nel quartiere.

Impostazione dello spazio e dell’offerta

Il nuovo locale conserva il linguaggio estetico della prima sede: arredi minimali, riferimenti nordeuropei, cromatismi chiari e ampia illuminazione naturale. Sire ha indicato come priorità la proposta gastronomica piuttosto che il contenitore, escludendo esplicitamente una progettazione orientata alla riconoscibilità fotografica. L’offerta ricalca quella della sede originaria: cucina costruita su stagionalità e ingredienti locali con contaminazioni internazionali, colazioni, specialty coffee, dolci di produzione propria e piatti di matrice cosmopolita, dalla mattina al primo pomeriggio, con accesso esclusivamente walk-in e senza prenotazione.

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