Per il direttore nazionale di Legacoop le nuove Linee guida rappresentano un passaggio destinato a cambiare l’approccio agli appalti di servizi. Un risultato importante per tutelare l’equilibrio economico dei contratti, anche se il percorso verso una revisione strutturale del Codice non è concluso.
«Nei prossimi anni vedremo una nuova voce nei bilanci delle imprese del settore: revisione prezzi». Andrea Laguardia, direttore nazionale di Legacoop, sintetizza così la portata delle nuove Linee guida per la revisione dei prezzi negli appalti di servizi.
Un risultato che Laguardia definisce «una grande conquista, al momento sottovalutata», ma che a suo giudizio è destinato a cambiare l’approccio al mercato. La misura concreta del cambiamento sarà rappresentata proprio dalle somme che le imprese riusciranno a recuperare dalle stazioni appaltanti per riequilibrare contratti messi sotto pressione dall’aumento dei costi.
Le Linee guida forniscono infatti alle stazioni appaltanti un quadro di riferimento per l’applicazione della revisione prezzi e per l’individuazione degli indici da utilizzare nei diversi comparti dei servizi. Per le imprese rappresentano, allo stesso tempo, uno strumento per far valere il diritto alla revisione quando le indicazioni non vengano adeguatamente recepite nei contratti.
Il risultato arriva dopo un percorso di confronto tra associazioni di rappresentanza e Ministero delle Infrastrutture. In occasione del correttivo al Codice degli Appalti, ricorda Laguardia, il settore aveva chiesto di avvicinare il trattamento dei servizi a quello previsto per i lavori, proponendo una soglia di attivazione del 3% e il riconoscimento del 90% degli aumenti non prevedibili.
Una richiesta che non ha trovato pieno recepimento nella disciplina vigente, ma che indica anche la direzione del prossimo confronto. L’auspicio di Legacoop è infatti che le Linee guida rappresentino «un primo passo verso una revisione strutturale e definitiva del Codice degli Appalti», anche in vista del futuro recepimento della nuova normativa europea.
Particolare attenzione va infine al costo del lavoro: gli indici individuati considerano anche gli incrementi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali. Un elemento che, secondo Laguardia, lega direttamente la sostenibilità economica degli appalti alla tutela delle imprese, delle cooperative e dei lavoratori del settore.
L’intervista completa ad Andrea Laguardia la trovi QUI









