Unioncamere e InfoCamere fotografano un decennio di crescita: le imprese sono quasi raddoppiate, con un incremento dell’88,7%, mentre la mappa territoriale si allarga di 717 comuni. Lombardia prima regione, Milano prima provincia, e le società di capitale crescono di quasi il 500%
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Lo street food amplia la propria presenza sul territorio italiano e in dieci anni raggiunge quasi duemila comuni. I dati del Registro delle Imprese elaborati da Unioncamere e InfoCamere mostrano un settore profondamente diverso rispetto al 2016, quando il fenomeno era concentrato nelle grandi città e nelle destinazioni turistiche più consolidate.
Al 31 marzo 2026 sono 1.975 i comuni italiani con almeno un’impresa registrata riconducibile al comparto, contro i 1.258 del 2016: 717 nuovi comuni entrati nella mappa, con un ampliamento del perimetro territoriale pari al 57%. Oggi più di un comune su quattro ospita almeno un’attività del settore, mentre dieci anni fa la proporzione era di poco superiore a uno su sei. Ancora più marcata la crescita del numero delle imprese, passate da 2.271 a 4.286 unità con un incremento dell’88,7%.
Il Mezzogiorno pesa quasi la metà
La diffusione non riguarda più soltanto i poli urbani e turistici: il fenomeno ha raggiunto piccoli centri, località costiere e borghi dell’entroterra, affermandosi come presenza stabile nel tessuto economico locale, in parallelo al cambiamento delle abitudini di consumo, alla crescita del turismo esperienziale e alla domanda di formule flessibili, informali e di prossimità.
Il Mezzogiorno concentra quasi la metà delle imprese registrate, dato che evidenzia il legame tra street food, attrattività turistica e valorizzazione delle tradizioni gastronomiche locali. A livello regionale la Lombardia mantiene il primo posto con 544 imprese, seguita da Sicilia (514), Puglia (510), Lazio (371) e Campania (361). La graduatoria provinciale vede Milano in testa con 256 imprese, davanti a Roma (230), Lecce (192), Torino (170) e Napoli (162). Sui singoli comuni gli equilibri si ribaltano di misura: Roma conta 129 attività e supera Milano, ferma a 128.
Le società di capitale corrono
Alla crescita numerica e geografica si accompagna un cambiamento della struttura imprenditoriale. Le imprese individuali restano la forma prevalente con 3.157 attività, pari al 73,7% del totale, confermando il peso delle iniziative di piccola dimensione, spesso a carattere familiare. Ma le società di capitale sono passate da 105 a 620 unità in dieci anni, con una crescita che sfiora il 500%: l’incidenza sul totale è salita dal 4,6% al 14,5%, segnale di una progressiva strutturazione del comparto, sempre più capace di attrarre investimenti.
Foto generata con Ai









